13- PERCHE’ LE DONNE NON LA DANNO COME LO DAREBBE UN UOMO?

di MammaDalla69

Prevenire le aggressioni, combattere la violenza: questo è il titolo dell’opuscolo pubblicato a spese dei cittadini del comune di Cividale del Friuli che suggerisce alle donne “Niente sorrisi o abiti vistosi”.
Probabilmente il mio libro di novelle erotiche. La donna è tutta qui avrebbe saputo consigliare loro di meglio.

L’opuscolo in questione più che altro potrà insegnare loro come essere indifferenti all’uomo comune, evitando di parlargli a quattr’occhi, e in alternativa cercarne uno su internet con profili il più delle volte fake. Tanti sono stati i casi di violenza sessuale con perfetti sconosciuti incontrati su internet candidati come perfetti latin lover.

Ed intanto vanno in giro in pieno inverno con abiti estivi succinti (o mezze nude) e senza giaccone, a pancia scoperta che mostra il loro ombelico, come la Carrà con il suo caschetto, tendenza degli anni ’60.

Sorridere è l’inizio per conoscersi ed avventurarsi in una nuova esperienza, anche semplicemente sessuale. Dovremmo insegnare a tutti il rispetto anziché precludere dei comportamenti pensando che così facendo il problema violenza sulle donne si possa risolvere. È la comunicazione (che manca!) alla basa di tutto.

La donna si ostina a pensare che l’uomo sia soltanto un animale. E non un essere bisognoso di affetto che cerca, suo malgrado, di comunicarlo come può.

Vi siete accorti che quando guardate le gambe di una giovane donna la prima cosa che fa è allungarsi la gonna? Poi però la gonna è corta e quando si siede, pur accavallando le gambe, non riesce a coprirsi del tutto.

E di quelle che portano la borsa a tracolla la cui cintura passa nel bel mezzo dei seni, come per la cintura di sicurezza in auto, lasciando che il loro maglione diventi più aderente da rendere le rotondità del seno più fatiscenti? Quando le guardi (perché le tette si lasciano guardare) ti ricambiano con uno sguardo indignato. Oppure guardano il proprio maglione pensando che sia sporco, senza dar conto al proprio potenziale sessuale attrattivo.

Non è detto che un uomo che guarda le forme di una donna sia per forza un maniaco e voglia assalirla. Se così fosse, allora altro che opuscolo che ci sarebbe da stampare: tutte le donne dovrebbero indossare il burqa.

Le palestre per sole donne sono un’altra chiara frontiera per il raggiungimento di un certo tipo di individualismo assoluto, quello femminile appunto.

E quando sono le donne a guardare il mister muscolo tatuato?  Se lo scopano già soltanto con gli occhi. Chi ci crede quando affermano che tipi del genere non fanno al caso loro, con la bava che ancora cola loro dalla bocca.

Quando vogliono, le donne sanno farsi capire bene. Prendono loro l’iniziativa di approcciare all’uomo che chimicamente le attrae per una bella scopata.

Mi è capitato di vedere due ragazze contendersi un teenager sulla spiaggia e in acqua.

E di una ragazza (fidanzata!) che va al mare (lei da sola, s’intende) con cinque ragazzi conosciuti occasionalmente sulla spiaggia.

Le avete mai beccate da sole a parlare di sesso?

A me sì, è capitato.

Un tempo lavoravo per la vigilanza privata, e in una meeting room era installata una telecamera di sorveglianza che, ahimè (anzi, ahiloro!), aveva anche l’audio inserito. Parlottavano animatamente gareggiando a chi per prima ne aveva assaggiato ed ingoiato di più.

Attente a non diventare degli spermatozoi ambulanti!

Quando è la donna ad essere innamorata, e l’uomo cortesemente afferma di non essere interessato a lei, l’ossessione è tanta che la porta a circuirlo con dell’acido in viso. Quando è l’uomo ad essere innamorato, e la donna non è a lui interessato, ne seguono solo fredde risposte.

Vogliamo parlare di alcune mie esperienze personali?

L’approccio con una semi sconosciuta non è mai andato a buon fine: mi hanno sempre sentenziato di avere già un ragazzo. Quando poi con un altro che le attizza (ragazzo sì, ragazzo no) si lasciano andare.

Alcuni anni fa ho postato un annuncio su internet per cercare una donna.

L’annuncio parlava di un uomo cinquantunenne in cerca di una seria relazione.

Ho ricevuto telefonate di donne che si masturbavano ed hanno avuto un orgasmo per telefono. Ovviamente quello che mi appariva era un numero privato.

Un’altra mi ha domandato le misure del mio pene. E questo è ciò che le è bastato per masturbarsi ed arrivare alla meta tanto ambita: l’orgasmo. Inutile dire che non ci siamo mai incontrati.

Colei che sono riuscito ad incontrare mi dice di avere già un uomo. Lo afferma solo per rendersi preziosa. Tanto preziosa che alla fine, nauseato di averla rincorsa per tre mesi, non ne volevo più sapere. E chi ci ha pianto è stata solo lei vedendomi andare via indifferente.

Con un’altra, sempre conosciuta su internet, alla domanda «Come mi immagini?» che faceva da preludio all’indomani del nostro primo incontro (questa volta sono stato ben attendo a non inviare foto personali), una risposta aleatoria ne ha fatto seguito: «Mah…Non so…”. Totalmente priva di fantasia, annoiata certamente. È stato un vero sollievo quando dopo pochi minuti mi ha richiamato per dirmi che il nostro appuntamento era da rimandare perché (improvvisamente!) si era ricordata di una (improvvisa!) visita medica. Inutile aggiungere che non c’è stato nessun secondo appuntamento.

Di una certa V di Milano capisco da come mi ha guardato che si è masturbata pensando al sottoscritto. Al mio tentativo di un invito a cena però mi rifiuta.

Strano, direte voi. No, dico io.

Tutto normale: mi ha già scopato come voleva nella sua fantasia.

Perché trasformare la fantasia in realtà?

Non credo in siti internet per cercare l’anima gemella: molti profiles sono ammiccanti ma fasulli. Sono fatti appositamente per incassare dagli abbonamenti e dalle clikkature. A rispondervi ci sono donne farlocche (o uomini che si spacciano per donne) di agenzie qualunquiste, compiacenti come una vera donna sa essere, e pronta ad ingannarvi come solo loro sanno fare.

Un accenno alla mia ultima esperienza tête-à-tête a Pescara che, pur essendo una città con il doppio degli abitanti di Caserta, mia città natale, resta comunque di un provincialismo tutto suo.

La signorina M, che dopo due mesi di sorrisi a trentadue denti ed occhi scintillanti solo per me, al mio approccio chiedendole di scambiarci i nostri numeri di cellullare, mi risponde picche. Al che mi viene il sospetto che avesse già un compagno, unica cosa di cui non potevo essere a conoscenza. E quando glielo chiedo mi becco una risposta del tipo «A prescindere…», che per esteso sta «A prescindere se ho o non ho un compagno, il mio numero di cellullare non te lo do.»

Mi arrendo alla sua ignoranza, anche se in seguito ha continuato a condirmi le giornate con i suoi sorrisi ed occhi luccicanti, sempre e soltanto per me.

Mi dispiace. Ma io non ho mai concesso ad alcuna il bis per il primo appuntamento.

Bella non è. Alta non è. Intelligente neppure. Giusto un po’ prosperosa di tette.

Ma scendi da quel piedistallo che quando cammini per strada nessuno si gira a guardarti. In seguito, ho scoperto che è una credente sfegatata di Dio, l’unica al mondo ad avere la prova inconfutabile della Sua esistenza. Quindi scopa solo con Dio. Non credo di aver perso la mia grande occasione.

Al grido delle donne «Ce l’ho solo io!», la verità è che non lo sanno neanche loro cosa vogliono.

Lo dicevano i Pooh «DAMMELA solo un minuto…»

Anche Ruggeri, Morandi e Tozzi «Si può DARLA di più…»

Ed anche Tiziano Ferro «Di PERE VERE…»

No, scusate. Quelle erano Sere Nere.

Le mie gambe intonano qualcosa di meglio con i Lunapop «C’è qualcosa di grande tra di noi…»

Allora dov’è la verità?

Se è vero che la verità è sempre nel mezzo e le donne pensano sempre con la figa, allora la verità è in mezzo alle loro gambe.

Con un mio amico di vecchia data della mia città natale si lasciano tutte andare. Lui, nonostante i suoi 65 anni, è un bell’uomo, ci prova e ci riesce con tutte, con tutte quelle rigorosamente sposate come lui. Lancia effusioni e ammiccamenti anche in presenza dei partner delle sue “vittime” che, alla minima provocazione di lui in fila alle casse, lei gli risponde con un sorriso smagliante.

Ci sta! Peccato che c’è il terzo incomodo presente.

Ogni due mesi ne cambia una, come fossero delle car sharing.

Sua moglie è grassa, costituzione a parte, per via della depressione quale colpa di tutte le sue marachelle. Ed anche se una volta in passato lo ha beccato, lui continua imperterrito.

Oramai rassegnata, si dà all’ingrasso più totale.

Quando una donna tradisce è un attimo di debolezza. Così si giustifica.

La mia domanda è: «E se lo avessi fatto io?»

Risposta: «Sei un maiale e basta!»

Come fanno gli uomini ad essere tutti maiali se le donne non sono tutte puttane?

La verità è che sposare un bell’uomo è come per un uomo sposare una bella donna: prima o poi si finisce cornificati.

Un uomo di cinquantatré anni non rincorre una donna con una rosa in mano.

Quello è un ragazzo alla sua prima esperienza amorosa.

Con un uomo prima ci scopi, poi arrivano le rose.

Piacersi, volersi bene, essere innamorati, e fare sesso sono quattro incipit che ogni coppia dovrebbe perseguire per un buon rapporto indelebile nel tempo. Se manca solo uno di questi intingoli, il rapporto è sicuramente incompleto, e prima o poi rischia di cedere.

Lasciate perdere quelle che passeggiano col cagnolino: non sanno come relazionarsi con un uomo se non avventandogli comandi. E visto che non ci riescono, optano per un cane, più facile da addomesticare. E dà anche meno fastidio di un uomo.

Poi vi sono quelle che fin quando non hanno trovato l’uomo che corrisponde al loro ideale, si danno alla masturbazione.

Le ostinate, invece, ce l’hanno solo per pisciare.

Soliloqui del pene

Avete mai sentito dire di un uomo che dice ad una donna “Non te lo do”?

Per la cronaca, questo periodo mi tocca molto lavoro a mano. Più “esercitazioni” che pratica. Viva l’artigianato!

L’impressione che ho è che la donna si stia prendendo la sua rivincita dopo tanti anni di annullamento in famiglia e professionale sul lavoro.

Ma lo sta facendo, purtroppo, nel modo sbagliato.

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